Sono stata a Biella per la quinta edizione del Concertozzo di Elio e Le Storie Tese (ne parlo qui: https://appuntisemplici.com/2026/06/28/27-giugno-2026-il-concertozzo-di-elio-e-le-storie-tese-piazza-falcone-biella-bi/).
Non ero mai venuta in questa cittadina piemontese, così ne ho approfittato per girarla un po’ da turista non organizzata, quindi girando a casaccio per il centro. Sono comunque riuscita a trovare dei posti molto carini che ti descrivo subito. Nel 2019 Biella entra a far parte della rete delle Città Creative UNESCO con il titolo di Città Creativa per l’Artigianato e le Arti Popolari.
Come primo posto ho visto i Giardini Zumaglini. Questo storico parco pubblico, inaugurato nel 1876, rappresenta il principale polmone verde della città e un luogo dove natura, storia e architettura si fondono in un’atmosfera elegante e rilassante. Nato per valorizzare l’area della nuova stazione ferroviaria, allora considerata la porta d’ingresso di Biella, il parco conserva ancora oggi il suo impianto ottocentesco con un lungo asse centrale, ampi viali alberati e spazi perfetti per una passeggiata in ogni stagione. I giardini sono dedicati ad Antonio Maurizio Zumaglini, medico, botanico e studioso biellese, autore della monumentale Flora Pedemontana. Passeggiando tra i vialetti si incontrano alberi monumentali, alcuni risalenti alla piantumazione originaria del XIX secolo, come i maestosi Cedri del Libano, le sequoie, gli Abies glauca e i deodara dell’Himalaya, che rendono il parco un piccolo giardino botanico nel centro cittadino. Tra gli elementi più caratteristici spiccano la celebre Fontana dell’Orso, diventata uno dei simboli di Biella, il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi e quello ad Alfonso La Marmora, oltre alla storica cassa armonica, pensata come luogo per concerti e manifestazioni pubbliche. Ancora oggi i Giardini Zumaglini ospitano eventi culturali, mercatini e iniziative cittadine, confermandosi uno dei luoghi di ritrovo più amati dai biellesi.



La Statua del Fons Vitae è uno dei monumenti più rappresentativi di Biella e segna l’ingresso al centro storico, all’inizio di viale Matteotti, dove un tempo sorgeva l’antica Porta Torino. Più che una semplice fontana, è un’opera celebrativa che unisce arte, ingegneria e simbolismo. L’opera fu progettata dallo scultore Gino Piccioni, mentre il basamento venne realizzato in granito della Balma dalla ditta Fratelli Romano di Biella. Il sofisticato impianto idraulico, ideato dall’ingegnere Delpiano, permetteva all’acqua di scendere in eleganti cascate lungo i gradoni della fontana, creando un suggestivo effetto scenografico che ancora oggi caratterizza il monumento.

Via Italia è il cuore pulsante di Biella, la strada che meglio racconta l’identità della città. Attraversando il centro da sud a nord, collega idealmente la Biella moderna con i quartieri storici e rappresenta da oltre un secolo il luogo dello shopping, dell’incontro e della vita cittadina. Oggi è in gran parte pedonale e invita a una passeggiata tra eleganti palazzi, portici, negozi, caffè e pasticcerie storiche, mantenendo il fascino di una via che ha saputo evolversi senza perdere il proprio carattere.

In Via Italia ho trovato un negozio di dischi davvero ben tenuto e fornito: Cigna Dischi. Qui potete trovare la musica in diverso formato.



La Chiesa della Santissima Trinità nasce nel 1626 per iniziativa della Confraternita della Santissima Trinità, un’associazione religiosa che si dedica all’assistenza dei pellegrini, dei malati e delle persone più bisognose. Il suo impegno contribuisce anche alla realizzazione del primo ospedale cittadino, rendendo la confraternita un punto di riferimento non solo spirituale, ma anche sociale per la comunità biellese. L’esterno si presenta con linee semplici ed eleganti. La facciata, completata nella forma attuale nel Novecento, è scandita da lesene e sormontata da un timpano triangolare, mentre un piccolo pronao con colonne introduce all’ingresso. La vera sorpresa, però, si scopre appena si varca la soglia. L’interno accoglie i visitatori con un’unica navata impreziosita da decorazioni barocche, stucchi e affreschi che creano un’atmosfera raccolta e raffinata. La volta è decorata con dipinti di Antonio Ciancia Perrone, mentre il coro conserva affreschi attribuiti a Vincenzo Costantino, artista attivo nel Biellese tra Sei e Settecento. Il capolavoro della chiesa è senza dubbio il magnifico altare maggiore in legno intagliato, realizzato da Giovanni Antonio Vaglio tra il 1682 e il 1684. L’opera rappresenta la Santissima Trinità che incorona la Vergine ed è arricchita dalle figure delle virtù cardinali e teologali. L’eleganza degli intagli, la ricchezza dei particolari e l’armonia della composizione ne fanno uno dei più importanti esempi di scultura lignea barocca del Piemonte. Tra le opere conservate all’interno spicca anche una tela dedicata alla Madonna di Oropa, che testimonia il profondo legame tra Biella e il celebre santuario mariano situato sulle montagne che dominano la città.

Vicino c’é il Battistero di San Giovanni Battista, uno dei monumenti più antichi e preziosi di Biella. Con la sua caratteristica architettura romanica e oltre mille anni di storia, rappresenta una delle testimonianze medievali più importanti del Piemonte e costituisce una tappa imperdibile per chi desidera conoscere le origini della città. Il Battistero sorge su un antico sepolcreto di epoca romana e inizia a prendere forma tra il IX e l’XI secolo. Nel corso dei secoli viene ampliato, ma conserva il suo impianto originario, diventando il luogo in cui per generazioni di biellesi si celebra il sacramento del battesimo. Ancora oggi racconta le radici cristiane della città e il suo sviluppo durante il Medioevo.

In Piazza Duomo si trova la Fontana del Mosé, realizzata nel 1885 dallo scultore biellese Giuseppe Bottinelli, allievo del celebre Odoardo Tabacchi. La scelta del soggetto non è casuale: Mosè rappresenta una delle figure più importanti della tradizione biblica ed è strettamente legato al tema dell’acqua, elemento fondamentale sia dal punto di vista religioso sia per la storia e lo sviluppo del territorio biellese. Al centro della vasca si innalza la statua in pietra del profeta, raffigurato con un atteggiamento solenne e autorevole. Mosè tiene tra le mani le Tavole della Legge, simbolo dell’Alleanza tra Dio e il popolo d’Israele, mentre il suo sguardo sembra rivolgersi verso la città. La composizione, semplice ma scenografica, valorizza la figura del legislatore biblico e ne sottolinea il ruolo di guida e di uomo di fede. L’acqua che scorre nella fontana richiama uno degli episodi più celebri dell’Antico Testamento: il momento in cui Mosè fa sgorgare una sorgente dalla roccia nel deserto per dissetare il popolo d’Israele. Questo gesto diventa il simbolo della vita, della speranza e della provvidenza divina, trasformando la fontana in un’opera dal forte significato spirituale oltre che decorativo.

Il Duomo di Santo Stefano nasce a partire dal 1402, quando la comunità biellese decide di costruire una nuova chiesa dopo aver fatto un voto alla Madonna di Oropa per la fine della terribile pestilenza del 1399. Nel corso dei secoli l’edificio viene ampliato e trasformato più volte, fino a diventare cattedrale nel 1772, anno in cui viene istituita la Diocesi di Biella. I numerosi interventi successivi conferiscono alla chiesa l’aspetto elegante che ancora oggi ammira chi arriva in Piazza Duomo. L’interno sorprende per la sua luminosità e per la ricchezza delle decorazioni. Le tre navate sono impreziosite da eleganti affreschi realizzati con la tecnica del trompe-l’œil, che creano raffinati effetti prospettici e donano agli ambienti un notevole senso di profondità. Le decorazioni, eseguite nel Settecento da Giovannino Galliari e da altri artisti, trasformano pareti e volte in un vero capolavoro di pittura illusionistica.



Quello che più mi é piaciuto della Feltrinelli é stato allestire una vetrina con tutti i libri delle persone che sarebbero salite sul palco del Concertozzo. Una volta entrati in libreria, si possono notare dei post-it su libri e musica scritti dai fruitori della libreria, su essi si trovano consigli e suggerimenti su quel determinato prodotto.



La Chiesa di San Filippo Neri éuno degli edifici religiosi più eleganti della città. Con la sua raffinata architettura neoclassica e gli ampi spazi interni, rappresenta una tappa ideale per chi desidera scoprire un volto meno conosciuto del patrimonio artistico biellese. La sua posizione, in una tranquilla via del centro, la rende una piacevole sorpresa durante una passeggiata tra le vie storiche della città. La chiesa nasce alla fine del Settecento per volontà della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, presente a Biella dal 1742. La prima pietra viene posata nel 1789 e il progetto è affidato all’architetto Carlo Ceroni. I lavori procedono per alcuni anni, ma subiscono una lunga interruzione durante il periodo delle soppressioni napoleoniche. Solo dopo il ritorno dei Padri Filippini il cantiere riprende e la chiesa viene finalmente completata e consacrata nel 1827.

Il Teatro Sociale Villani è il principale teatro storico di Biella e rappresenta uno dei simboli culturali della città. Si affaccia su Piazza Martiri della Libertà e colpisce subito per la sua elegante facciata ottocentesca, che introduce a uno degli edifici più significativi del patrimonio artistico biellese. La storia del teatro inizia nei primi decenni dell’Ottocento, quando i fratelli Villani promuovono la realizzazione di una prima sala dedicata agli spettacoli. Con il passare degli anni, però, questo spazio diventa troppo piccolo per soddisfare le esigenze del pubblico. Nel 1863 un gruppo di cittadini fonda una società con l’obiettivo di costruire un teatro più grande e affida il progetto all’architetto Giuseppe Bollati. Il nuovo Teatro Sociale apre le sue porte nel 1865 e inaugura la propria attività con l’opera Ernani di Giuseppe Verdi. Nel 1892 un violento incendio distrugge il palcoscenico, la platea e gran parte degli interni, mentre la facciata rimane quasi completamente intatta. Il teatro viene ricostruito dall’architetto Achille Sfondrini, che modifica alcune proporzioni dell’edificio per migliorare l’acustica e la visibilità della sala. La nuova inaugurazione avviene nel 1895 con una rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi, che segna l’inizio di una nuova stagione artistica. Nel corso del Novecento il Teatro Sociale Villani ospita opere liriche, spettacoli di prosa, concerti, balletti ed eventi culturali, diventando un punto di riferimento per la vita artistica di Biella e del territorio. Diversi interventi di restauro e adeguamento consentono di preservarne il fascino storico e di mantenerlo al passo con le esigenze moderne. Oggi il Teatro Sociale Villani continua a rappresentare un luogo simbolo della cultura biellese. La sua elegante sala all’italiana, con palchi disposti su più ordini e ricche decorazioni, conserva tutto il fascino dei teatri storici dell’Ottocento e rende ogni spettacolo un’esperienza suggestiva. Anche per chi visita Biella senza assistere a una rappresentazione, il teatro rimane una tappa interessante per scoprire la storia e l’identità culturale della città.

Se si vuole fare un’esperienza dei prodotti locali, consiglio il MeBo – Menabrea Botalla Museum, qui si possono degustare sia la birra Menabrea che i formaggi dell’azienda Botalla.

Io a pranzo ho mangiato proprio alla Birreria Menabrea, assaggiando il formaggio Sbirro, il panino vegetariano e il tiramisù alla birra. Mi é piaciuto molto, ma io sono di parte: mi piacciono le birrerie!




Ho visitato anche la Chiesa Santa Maria delle Grazie a Sandigliano. Quando sono passata io, però, era chiusa, però é un’ottima meta per ciclisti e motociclisti che passano su questa strada. L’origine non é certa ma si colloca tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. Questa prima costruzione era a pianta quadrata più piccola dell’attuale, ma in seguito ai numerosi miracoli attribuiti alla Madonna i Sandiglianesi ne hanno ampliato la forma. Nel diciassettesimo secolo é stata costruita la cappella adiacente in onore di San Rocco.
Per finire il mio giro in provincia di Biella, sono salita al Santuario di Oropa. Ho barato spudoratamente perché sono salita in macchina, ma molti temerari fanno il cammino. Il Cammino di Oropa è uno dei percorsi escursionistici e spirituali più suggestivi del Piemonte. Si sviluppa nel territorio del Biellese e conduce fino al Santuario di Oropa, uno dei più importanti santuari mariani delle Alpi e patrimonio UNESCO nell’ambito dei Sacri Monti. Il cammino permette di scoprire paesaggi molto diversi tra loro, passando dalla pianura ai boschi, dalle colline moreniche ai panorami montani. L’itinerario più conosciuto è il Cammino della Serra. Parte da Santhià e raggiunge il Santuario di Oropa dopo circa 65 chilometri, generalmente suddivisi in quattro tappe. Il percorso attraversa borghi storici, boschi, sentieri panoramici e luoghi di grande valore naturalistico e culturale, tra cui il Santuario di Graglia, che rappresenta una delle soste più significative del viaggio. Durante il cammino la salita diventa progressivamente più impegnativa, ma la segnaletica è chiara e ben curata, rendendo l’itinerario adatto anche a chi affronta la sua prima esperienza su un cammino a tappe. L’ultimo tratto conduce attraverso i boschi delle Alpi Biellesi e regala scorci sempre più ampi fino all’arrivo davanti al maestoso Santuario di Oropa, dove la vista del complesso monumentale ripaga della fatica. Chi percorre il Cammino di Oropa può richiedere una Credenziale del pellegrino da far timbrare lungo il percorso. All’arrivo al santuario riceve il Testimonium, un attestato che certifica il completamento del cammino e ricorda l’esperienza vissuta. Il Cammino di Oropa non è soltanto un itinerario escursionistico, ma è anche un viaggio nella storia, nella spiritualità e nelle tradizioni del Biellese. Ogni tappa permette di conoscere piccoli borghi, antichi santuari, prodotti tipici e paesaggi autentici, trasformando il percorso in un’esperienza che unisce natura, cultura e raccoglimento.
Per questo weekend ho alloggiato alla Cascina Era Wellness Relais, a Sandigliano. Molto comodo per chi vuole alloggiare in zona perché in meno di dieci minuti di macchina si arriva in centro a Biella e in meno di mezz’ora si arriva al santuario di Oropa.



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