C’è un mondo fatto di misteri, credenze popolari, antiche conoscenze e storie tramandate nel tempo che continua ad affascinare l’immaginario collettivo. È il mondo delle streghe, figure sospese tra realtà e leggenda, che attraversano secoli di storia e assumono significati sempre diversi. A loro è dedicata “Stregherie. La mostra sulle Streghe”, un’esposizione che dal 16 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 trova spazio nelle suggestive sale di Palazzo Arese Borromeo, a Cesano Maderno.
La mostra accompagna il pubblico in un percorso alla scoperta dell’evoluzione della figura della strega, osservata attraverso l’arte, la storia e le tradizioni popolari. Non si tratta soltanto di un viaggio nell’immaginario magico e misterioso, ma di un’occasione per interrogarsi su una figura femminile che, nel corso dei secoli, diventa simbolo di paura, persecuzione, conoscenza e libertà.
L’esposizione invita infatti a superare gli stereotipi più conosciuti e a guardare alla strega da una prospettiva differente: non soltanto come personaggio demoniaco delle fiabe e delle leggende, ma come rappresentazione di saperi, esperienze e forme di resistenza culturale che per molto tempo rimangono ai margini della società.




La figura della strega tra storia e immaginario
La figura della strega accompagna la storia dell’umanità da secoli. Nelle tradizioni popolari è spesso una donna capace di conoscere le proprietà delle erbe, interpretare i segni della natura, preparare rimedi e praticare rituali legati al mondo spirituale.
Con il passare del tempo, però, questa immagine si trasforma. Le conoscenze considerate misteriose, le pratiche popolari e tutto ciò che si allontana dalle convenzioni religiose e sociali diventano talvolta motivo di sospetto e paura.
Tra il Medioevo e soprattutto l’età moderna, in Europa si sviluppa una lunga stagione di persecuzioni contro persone accusate di stregoneria. Le accuse colpiscono prevalentemente le donne, spesso appartenenti alle fasce più fragili della popolazione. Saperi tradizionali, attività di cura, comportamenti anticonformisti e semplici contrasti personali possono contribuire ad alimentare sospetti e denunce.
La strega diventa così una figura sulla quale la società proietta le proprie paure: una donna da controllare, giudicare e, in molti casi, condannare.
È proprio questa complessità che la mostra intende raccontare, restituendo alla figura della strega una dimensione storica e culturale più ampia.




Un percorso tra stampe, oggetti rituali e testimonianze del passato
Uno degli aspetti più interessanti di “Stregherie” è la varietà dei materiali esposti, che permette di avvicinarsi al tema attraverso testimonianze artistiche e oggetti legati alle pratiche magiche e rituali.
Tra i pezzi presenti figurano rare stampe ottocentesche dedicate alle cartomanti, provenienti dalla collezione Invernizzi. Le immagini restituiscono uno spaccato dell’immaginario popolare dell’Ottocento, quando la lettura delle carte e le pratiche divinatorie alimentano curiosità e fascinazione.
Accanto alle stampe trovano spazio strumenti rituali e oggetti originali concessi dal Museo della Stregoneria di Torino. Si tratta di testimonianze che permettono di approfondire il rapporto tra credenze, ritualità e tradizioni popolari.
Ogni oggetto contribuisce a costruire un racconto fatto di simboli e significati, mostrando quanto il mondo della magia sia profondamente intrecciato con la storia delle comunità e con il modo in cui le persone interpretano ciò che non riescono a spiegare.




La Stanza del Processo: vivere un’accusa di stregoneria
Tra gli elementi più suggestivi dell’esposizione spicca la “Stanza del Processo”, un’installazione immersiva realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena.
Qui il visitatore non si limita a osservare documenti e testimonianze, ma viene coinvolto direttamente in un’esperienza che lo porta a immedesimarsi in una donna accusata di stregoneria.
La ricostruzione prende ispirazione da un vero caso inquisitoriale del 1539 e permette di avvicinarsi a una delle pagine più difficili della storia europea: quella dei processi contro le persone sospettate di praticare la stregoneria.
Entrare idealmente nei panni di una donna accusata significa confrontarsi con un periodo storico in cui la paura, il pregiudizio e il potere possono trasformarsi in strumenti di persecuzione.
La Stanza del Processo rappresenta quindi un momento particolarmente intenso del percorso espositivo, perché sposta l’attenzione dalla figura leggendaria della strega alla persona reale che si trova a subire un’accusa e a dover affrontare un sistema giudiziario e sociale spesso incapace di riconoscerne l’innocenza.
È un’esperienza che invita a riflettere sul valore della libertà individuale, sul controllo del corpo femminile e sulla possibilità di esprimere conoscenze e idee differenti da quelle considerate accettabili.
Nota per la visita: l’ambiente presenta luci forti e non è adatto ai bambini di età inferiore ai 12 anni.


Le streghe come simbolo di conoscenza e libertà
Al di là dell’aspetto più misterioso e folkloristico, “Stregherie” propone una riflessione che riguarda anche il presente.
La strega diventa infatti una figura simbolica attraverso la quale raccontare il rapporto tra potere, corpo e conoscenza. Per secoli, le donne che possiedono competenze particolari, che si occupano di cura e medicina popolare o che si discostano dai modelli sociali dominanti rischiano di essere considerate pericolose.
La mostra invita a rileggere queste vicende senza fermarsi all’immagine della strega con il cappello a punta, la scopa e il calderone, ormai entrata stabilmente nella cultura popolare.
Dietro questo personaggio si nascondono storie di donne, tradizioni, saperi tramandati e vicende spesso dimenticate.
In questa prospettiva, la strega non rappresenta più soltanto una figura da temere, ma diventa anche un simbolo di indipendenza, conoscenza e resistenza culturale. Un modo per riportare al centro della narrazione persone e competenze che per molto tempo rimangono marginalizzate.








Palazzo Arese Borromeo, una cornice suggestiva
Ad accogliere la mostra è Palazzo Arese Borromeo, uno degli edifici storici più importanti di Cesano Maderno e uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio artistico e architettonico della Brianza.
La scelta di questa dimora storica aggiunge ulteriore fascino alla visita. Il palazzo custodisce ambienti riccamente decorati, sale affrescate, il suggestivo Ninfeo e l’elegante Loggia, testimonianze di una stagione artistica e culturale di grande rilievo.
Visitare “Stregherie” diventa quindi anche l’occasione per scoprire o riscoprire gli spazi di Palazzo Arese Borromeo, lasciandosi accompagnare da un percorso che unisce arte, storia e immaginario.
Un incontro tra il fascino di una dimora seicentesca e un tema che attraversa epoche e culture, capace di incuriosire visitatori di età e interessi differenti.





Gli eventi collaterali: un calendario tra magia, storia e cultura
La mostra non si esaurisce nelle sale espositive, ma viene accompagnata da un ricco calendario di appuntamenti che approfondiscono il tema della stregoneria attraverso linguaggi e prospettive differenti.
Tra gli incontri e le iniziative in programma figurano:
- 8 novembre 2026 – Té Stregato: un’esperienza immersiva dedicata ai riti, ai presagi e alla lettura delle foglie di tè.
- 15 novembre 2026 – Sud e Magia. La Maciara: un approfondimento attraverso fotografie originali di Ando Gilardi ed Ernesto De Martino.
- 19 novembre 2026 – Morgana, storie di donne controcorrente: uno spettacolo tratto dal libro di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri.
- 21 novembre 2026 – Donne che curano: un incontro dedicato alla storia di streghe, medichesse e levatrici.
- 13 dicembre 2026 – Le Masche: un appuntamento dedicato alle streghe di Levone.
- 20 dicembre 2026 – Once Upon a Witch: un viaggio nell’evoluzione della figura della strega nelle fiabe e nei racconti popolari.
- 17 gennaio 2027 – Ecate, la dea delle soglie, della notte e della magia: un approfondimento tra mito, culto e pratiche magiche.
- 30 gennaio 2027 – Il diavolo, le streghe e l’acquasanta: un incontro dedicato alle storie, alle leggende e ai luoghi della paura di Cesano Maderno.
Sono inoltre previsti appuntamenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli, come “Stregherie – la sfida!”, proposto in diverse date, e l’iniziativa “BBB Befana cercasi”, in programma il 6 gennaio 2027.
Il calendario permette di avvicinarsi al tema da prospettive diverse, alternando approfondimenti storici, spettacoli, esperienze e attività pensate per coinvolgere pubblici differenti.
Informazioni utili per visitare la mostra
La mostra si trova a Palazzo Arese Borromeo, in via Borromeo 41.
Visitabile dal 16 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
Gli orari di apertura sono:
- Dal lunedì al venerdì: 10:00–13:00 e 15:00–18:00.
- Sabato e domenica: 10:00–13:00 e 15:00–19:00.
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del palazzo.
Biglietti
| Tipologia | Prezzo |
|---|---|
| Intero | 10 € |
| Ridotto | 8 € |
| Bambini (6–13 anni) | 3 € |
| Under 6 | Gratuito |
Il biglietto comprende anche la visita a Palazzo Arese Borromeo. Per gli acquisti online è prevista una commissione aggiuntiva di 2 €.
Visite guidate
Sono disponibili visite guidate per adulti e famiglie, della durata di circa 90 minuti. Per le famiglie sono previsti anche laboratori didattici.
Le prenotazioni avvengono tramite l’indirizzo email didattica.pab@gmail.com.
Accessibilità
Il percorso espositivo è accessibile alle persone con disabilità motoria. La Stanza del Processo presenta luci forti e non è adatta ai bambini sotto i 12 anni.
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