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Ville Aperte in Brianza 2026 | Tempietto di San Lucio | Brugherio | MB

A Brugherio, nella frazione di Moncucco, si trova un edificio davvero particolare, capace di raccontare una storia che attraversa secoli e territori: è il Tempietto di San Lucio, conosciuto anche come Tempietto di Moncucco. A prima vista appare come una piccola chiesa elegante e raccolta, ma la sua storia è molto più movimentata di quanto…

A Brugherio, nella frazione di Moncucco, si trova un edificio davvero particolare, capace di raccontare una storia che attraversa secoli e territori: è il Tempietto di San Lucio, conosciuto anche come Tempietto di Moncucco. A prima vista appare come una piccola chiesa elegante e raccolta, ma la sua storia è molto più movimentata di quanto si possa immaginare.

Il tempietto nasce infatti a Lugano tra il 1520 e il 1542, come cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova e annessa al convento francescano di San Francesco. La sua architettura rinascimentale e le raffinate decorazioni interne ne fanno un edificio di grande interesse artistico.

All’inizio dell’Ottocento, però, le soppressioni degli ordini religiosi durante l’età napoleonica mettono a rischio la sua sopravvivenza. La cappella viene messa all’asta e acquistata dalla famiglia Albertolli. È proprio in questo momento che entra in scena l’architetto Giocondo Albertolli, che si impegna a salvarla dalla demolizione.

La soluzione è incredibile: invece di distruggere l’edificio, si decide di smontarlo completamente e trasferirlo a Brugherio. Il conte Gian Mario Andreani acquista la cappella e ne organizza il trasferimento vicino alla propria villa di Moncucco. Le pietre vengono trasportate prima via acqua, attraversando il Lago di Lugano e il Lago di Como, quindi lungo l’Adda e il Naviglio della Martesana, fino ad arrivare nei pressi dell’attuale Brugherio.

Un vero e proprio viaggio di un edificio, che viene ricomposto pezzo dopo pezzo nella sua nuova sede. I lavori di ricostruzione proseguono per diversi anni e il tempietto viene infine ricostruito accanto a Villa Sormani, assumendo l’aspetto neoclassico che ancora oggi lo caratterizza all’esterno.

Anche il suo nome cambia: dalla dedicazione originaria a Sant’Antonio da Padova si passa a quella di San Lucio papa, probabilmente in memoria di un antico oratorio dedicato al santo che si trovava nella zona.

Entrando, però, si scopre che dietro l’elegante aspetto ottocentesco si conserva un cuore molto più antico. L’interno mantiene infatti importanti elementi cinquecenteschi, tra cui 48 medaglioni in pietra che decorano i pilastri. Le raffigurazioni alternano episodi della vita di Cristo, santi, motivi vegetali, elementi ornamentali e persino creature fantastiche e riferimenti alla mitologia classica. Ce n’é anche uno che rappresenta Medusa!

Particolarmente suggestive sono anche le decorazioni della cupola, dove compaiono Cristo e i quattro evangelisti. I medaglioni raccontano così non soltanto la storia religiosa del luogo, ma anche la cultura artistica del Rinascimento lombardo e ticinese.

Il tempietto rimane legato per lungo tempo alle vicende di Villa Sormani e delle famiglie che ne sono proprietarie. Nel Novecento attraversa un periodo più complesso, fino ad arrivare all’acquisto da parte del Comune di Brugherio nel 1988. Tra il 1992 e il 1994 viene sottoposto a un importante intervento di restauro, che permette di riportare alla luce e valorizzare nuovamente le sue caratteristiche artistiche.

Oggi il Tempietto di San Lucio rappresenta uno dei luoghi storici più particolari di Brugherio. La cosa che più colpisce è forse proprio la sua storia: non è semplicemente un edificio antico, ma un edificio che ha viaggiato, smontato nella sua città d’origine e ricostruito in un’altra terra.

Passeggiando nei pressi di Villa Sormani, diventa quindi difficile guardare questo piccolo tempietto come una semplice chiesetta. Ogni pietra racconta un viaggio, ogni medaglione conserva una storia e l’intero edificio testimonia la volontà di salvare un’opera d’arte dalla distruzione. Un piccolo gioiello rinascimentale che, dopo essere partito da Lugano, trova a Brugherio una seconda vita.

Ho potuto visitare il Tempietto di San Lucio grazie all’iniziativa Ville Aperte in Brianza, un’iniziativa culturale nata da un’idea della provincia di Monza e Brianza nel 2012 e con gli anni si é ampliata anche nelle province di Milano, Como, Lecco e Varese. L’iniziativa é nata per poter far visitare al pubblico le ville di delizia, le eleganti ville dei nobili usate nei loro periodi di villeggiatura. Attualmente il programma comprende castelli, palazzi, chiese, musei, parchi, siti archeologici e altri luoghi della cultura, offrendo l’opportunità di scoprire angoli del territorio che spesso rimangono poco conosciuti o che non sono normalmente accessibili al pubblico.

Quando l’ho visitato io ho potuto assistere alla visita guidata fatta da Kairòs – associazione culturale e poi ascoltare l’artista Giorgia Riboldi che ha presentato le sue opere all’interno del tempietto.

La Villa Bolagnos Andreani Sormani

Come scrivevo prima, vicino al tempietto si trova la Villa Bolagnos Andreani Sormani. La villa rappresenta un elegante esempio di barocchetto lombardo, con la caratteristica pianta a U, un corpo centrale preceduto da un portico e una monumentale scalinata che conduce al terrazzo e all’ingresso. Originariamente la residenza è circondata da un grande giardino all’italiana, che in seguito viene trasformato secondo il gusto dell’epoca in un parco all’inglese.

Nel 1779 la proprietà passa alla famiglia Andreani, che trasforma la villa anche in un luogo destinato alla cultura e alla vita mondana. Al suo interno viene custodita una prestigiosa collezione di dipinti, nella quale sono presenti anche opere attribuite a importanti artisti, tra cui Canaletto.

Ma è proprio nel parco della villa che, il 13 marzo 1784, avviene l’episodio che rende questo luogo famoso. Il conte Paolo Andreani, affascinato dalle prime esperienze di volo in mongolfiera dei fratelli Montgolfier in Francia, sale a bordo di un pallone aerostatico e si innalza nel cielo di Brugherio. Si tratta della prima ascensione umana in mongolfiera realizzata sul territorio italiano, un’impresa che viene celebrata dalle cronache e dalle stampe dell’epoca.

La storia della villa prosegue poi con il passaggio alla famiglia Sormani nel 1817, quindi ai Sormani-Verri e, nel corso del Novecento, alla famiglia Stanzani. Negli anni Ottanta la proprietà viene in parte venduta e l’edificio, dopo un periodo di abbandono, viene sottoposto a importanti interventi di recupero che ne conservano l’impianto storico.

Essendo oggi proprietà privata, non é visitabile ogni giorno ma solo durante eventi ed iniziative speciali.


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