Ieri sera sono stata al concerto di Dargen D’Amico all’Alcatraz, famosa discoteca milanese che ospita spesso i concerti.
Per me, ieri sera, é stato un grande successo personale per due motivi: sono tornata ad un concerto rap “vecchia scuola” e sono riuscita a stare nelle prime file per tutta la durata dell’evento, cosa che non succedeva da tanto tempo perché faticavo a stare in mezzo a tante persone così ravvicinate, motivo per cui negli ultimi tempi sono sempre stata in fondo.
Il concerto é stato intenso: due ore in cui l’artista milanese ha cantato i suoi più grandi successi, toccando anche alcune tappe fondamentali del suo passato come le collaborazioni con i Croockers e le produzioni con i Two Fingerz.
Non ci sono stati ospiti, quindi neanche duetti cantati, ad eccezione di “La cassa spinge” e “Il giorno dell’armistizio”, in cui D’Amico ha cantato le sue parti e le voci registrate cantavano insieme.


L’intimità della venue e il fatto che ci fosse un pubblico molto attivo hanno contribuito alla riuscita di un concerto piacevole e partecipe.
L’aspetto che più mi piace di Dargen D’Amico é la critica sociale che fa tramite le sue canzoni. Al giorno d’oggi ritengo sia necessario che un artista si esponga così liberamente sui temi d’attualità. Essendo le canzoni la sua forma di espressione, D’Amico racconta e denuncia proprio con i suoi testi.


Questa é stata la sua ultima data del tour e il cantante ha fatto intendere che si prenderà un periodo di pausa, La mia speranza é che torni con un altro album degno del suo percorso artistico.
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