Ogni anno non é estate se non vado ad un concerto al Parco Tittoni di Desio. Ha sempre una vasta scelta di concerti molto validi. Negli anni, qui, ho potuto assistere a svariati live dei Punkreas, dei Vallanzaska, di Pierpaolo Capovilla, I Cani, i Modena City Ramblers, Omar Pedrini, Carmen Consoli, gli Eiffel 65… insomma, grazie a questo festival ho potuto assistere ai live dei miei artisti preferiti vicino a casa ad un prezzo onesto!

Il bello del Parco Tittoni é che si trova nel parco di Villa Tittoni, appunto, e c’è un’area molto carina dove si può mangiare e bere e poi l’area concerti attaccata, é un ambiente curato nei dettagli ma molto semplice, ideale per le serate estive. Il festival in Parco Tittoni propone sempre molte attività diverse, sia per i più grandi che per i bambini. Inoltre la zona food & beverage tiene in considerazione opzioni senza glutine, vegane e alcool free.

Ieri sera ho assistito al concerto dei 99 Posse, gruppo musicale napoletano nato nel 1991, tra le realtà più rappresentative della scena alternativa italiana. La loro musica fonde rap, reggae, dub, elettronica e sonorità mediterranee, accompagnandosi spesso a testi impegnati che affrontano temi sociali, politici e legati alle disuguaglianze.


Non c’è stata una scaletta ufficiale, però hanno cantato tutte le loro canzoni più importanti come Curre Curre Guagliò, Stop The Train, Cerco Tiempo, Corto Circuito, Napoli, Rigurgito Antifascista, Tarantelle pe campà.
I 99 Posse hanno concentrato tutta la loro carriera sulle lotte sociali, i loro brani raccontano pezzi di storia importanti che il gruppo ha deciso di trasformare in musica. Sono attenti alle fragilità, sono contro alle ingiustizie. Gruppo apertamente antifascista (come dovremmo essere tutti noi), con le canzoni chiede la parità salariale, i diritti dei lavoratori, temi legati al razzismo e alla violenza.
Sono state due ore di concerto belle intense, chi conosce il gruppo é consapevole del fatto che Zulù coinvolge il pubblico per rendere lo show ancora più conviviale.


Ieri sera, inoltre, oltre al banchetto con il merchandising ufficiale, c’era uno spazio dove lasciare le offerte per gli studenti palestinesi a Milano. Raccolta fondi doverosa nei confronti di una popolazioni continuamente distrutta da Israele.
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