Nel territorio di Carugo, in provincia di Como, la Riserva Naturale Fontana del Guercio custodisce uno degli ambienti più preziosi della Brianza. L’area protetta nasce nel 1986 per tutelare un ecosistema unico, caratterizzato da sorgenti naturali, boschi umidi e antichi fontanili. Dal 1995 fa parte della rete europea Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione, a conferma del suo grande valore ambientale.
La riserva si estende per circa trenta ettari ed è attraversata dalla Roggia Borromeo, alimentata dalle numerose sorgenti che affiorano dal sottosuolo. Il fenomeno geologico che rende speciale questo luogo è la cosiddetta “falda sotto il Ceppo”: l’acqua filtra attraverso un antico conglomerato di ciottoli e riaffiora in superficie dando origine a fontanili che mantengono una temperatura pressoché costante durante tutto l’anno. Questo microclima permette la sopravvivenza di specie vegetali e animali particolarmente sensibili alle variazioni climatiche.
Passeggiando lungo i sentieri si incontrano alcuni dei fontanili più importanti della riserva, come la Fontana del Guercio, la Testa del Nan e il Capùn. Gli antichi muri a secco che delimitano queste sorgenti, costruiti tra il Seicento e il Settecento, rappresentano un elemento storico oltre che naturalistico: tra le loro pietre trovano rifugio piccoli animali, mentre felci e muschi colonizzano le zone più umide.




Il bosco che circonda le sorgenti ricorda gli antichi boschi planiziali che un tempo ricoprono gran parte della Pianura Padana. Qui crescono soprattutto ontani neri, frassini, salici, pioppi e querce, accompagnati da noccioli, sambuchi e da una ricca vegetazione tipica degli ambienti umidi. Lungo le sponde della Roggia Borromeo si sviluppano carici, cannucce di palude, felci e altre piante igrofile che contribuiscono a mantenere stabile l’ecosistema e offrono riparo a numerose specie animali.



La fauna della riserva è sorprendentemente ricca. Le acque limpide ospitano il raro gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes), specie di interesse comunitario, insieme a molluschi e numerosi invertebrati acquatici. Tra gli anfibi si osservano la salamandra pezzata, rane e tritoni che sfruttano i fontanili per la riproduzione.
Anche gli appassionati di birdwatching trovano numerose occasioni di osservazione. Tra gli alberi vivono l’upupa, il picchio muratore, il rampichino, diversi picchi, cinciallegre, pettirossi e altri piccoli uccelli del bosco. Nei prati e lungo le radure si possono inoltre avvistare rapaci di passaggio durante le migrazioni.
Tra i mammiferi sono presenti ricci, ghiri, scoiattoli, talpe, arvicole e altri piccoli abitanti del sottobosco. Nei tratti più soleggiati dei muri a secco trovano rifugio anche rettili come lucertole e biacchi, mentre numerosi insetti impollinatori popolano le radure durante la primavera e l’estate.




La visita alla riserva si trasforma facilmente anche in un’esperienza educativa. Il sentiero naturalistico è accompagnato da pannelli didattici che spiegano il funzionamento delle sorgenti, la formazione dei fontanili, la geologia del territorio, la flora e la fauna locali. Il percorso permette di comprendere l’importanza dell’acqua nella storia della Brianza e il delicato equilibrio degli ecosistemi umidi.
Per le scuole e per le famiglie la riserva offre numerosi spunti didattici. Si possono organizzare attività di osservazione della biodiversità, riconoscimento degli alberi e delle piante spontanee, ascolto dei canti degli uccelli, ricerca delle tracce degli animali, studio del ciclo dell’acqua e dei fontanili, analisi della qualità degli ambienti umidi e laboratori dedicati alla tutela della biodiversità. Anche la fotografia naturalistica e il birdwatching rappresentano attività ideali per imparare a osservare la natura con rispetto e attenzione. Le visite guidate e le attività didattiche sono regolamentate dall’ente gestore per garantire la conservazione dell’ambiente.
La Riserva Naturale Fontana del Guercio rappresenta un luogo dove natura, storia e geologia convivono in perfetto equilibrio. Una semplice passeggiata tra i suoi sentieri permette di scoprire un ecosistema raro, ascoltare il rumore costante dell’acqua che sgorga dalle sorgenti e conoscere uno degli ultimi esempi di bosco umido della Brianza, un patrimonio prezioso che continua a raccontare il profondo legame tra il territorio e l’acqua.
Consiglio di parcheggiare la macchina in via XXV aprile, a Carugo, e poi proseguire seguendo i cartelli “Percorso acqua per la vita”.
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