Max Pezzali, l’eterno ragazzo, negli ultimi anni ha svoltato la carriera in una maniera incredibile. Nel 2020 doveva fare il suo primo San Siro, ma il Covid glielo nega. Il tempo, però, ogni tanto si fa perdonare. Dopo anni di gavetta lunghissima in cui non é mai riuscito ad emergere live, arriva il 2022 e i concerti ritornano a capienza piena e lui finalmente si può riprendere tutto quello che lo stava aspettando. Io me lo ricordo il suo primo stadio, un 54enne in piena emozione che vede uno stadio intero che canta per lui. Per un cantante quella sensazione dopo anni di gavetta é inarrivabile, non ce n’é per nessuna.
Ieri sera ero ancora a San Siro, a vedere il “finale di stagione” del suo ultimo tour Max Foverer – gli anni d’oro. Come ultime due date ha scelto proprio San Siro, lì da dove tutto é cominciato.
Oltre all’epicità delle canzoni di Pezzali, conosciute da tutti da generazioni, il merito del successo dell’evento va anche a chi allestisce le coreografie e le scenografie: é tutto minuziosamente dettagliato, colorato e fa viaggiare indietro negli Anni Novanta, il periodo in cui é esploso il cantante pavese. Due tasche posteriori che fanno da maxi schermi, sul palco la scritta gonfiabile Max che ricorda MTV, un 45 giri gigante che continua a girare con all’interno i titoli delle canzoni che cambiano ed in alto la scritta FESTIVALMAX, richiamando il festival canoro estivo degli anni 90 inizio 00 alla quale Pezzali aveva partecipato in coppia con Mauro Repetto. Ma soprattutto, Amadeus che apre il concerto come se stesse aprendo una data del Festivalbar ha reso ancora tutto più iconico.

Essendo il titolo del tour Max Forever – gli anni d’oro, tutta la scaletta era incentrata sulle canzoni più importanti dell’artista e vedere lo stadio pieno che canta TUTTE le canzoni senza sbagliare una parola é qualcosa che rende tutto magico. Ai concerti di Max Pezzali si vedono persone di tutte le età, dai ventenni ai cinquantenni, che cantano a squarciagola quelle canzoni che hanno lasciato un segno nella vita di tutti loro.

Alle 20.58 é iniziato il concerto e alle 23.30 stavo uscendo dallo stadio, tutto perfettamente ordinato e sempre piacevolmente godibile come evento. Perché quando arrivi dalla provincia, senza pretese, e canti per passione senza pensare all’esplosione che puoi avere, non pensi che tutto ti sia dovuto ma ringrazi ogni giorni che passa i fan che ti supportano e che ti sostengono nel tuo percorso. Riuscire ad entrare nel cuore di tante persone in maniera trasversale vuol dire toccare le anime più profonde, raccontare l’amore e il vissuto in maniera comune e simbolica, in modo che tutti possano identificarsi. E Max Pezzali fa proprio questo.

Alla prossima, Max.
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