Se ripenso alla prima canzone che ho cantato me ne viene in mente solo una. Ero sul lungomare di Porto Sant’Elpidio, forse lo stavano addirittura costruendo nel 2001, ed io ero una nana che cantava Xdono. Avevo quattro anni e storpiavo le parole in una maniera alquanto imbarazzante, ma era sicuramente un’infarinatura di quello che sarei stata dopo: un’assidua frequentatrice di concerti di Tiziano Ferro.
A inizio maggio 2012 scrivevo su facebook che in quei giorni ci sarebbero stati i suoi concerti a Milano ed io, purtroppo, ero a casa. Tentavo di recuperare una quantità di materie insufficienti enorme, infatti lo studio matto e disperatissimo non é servito a niente, quegli argomenti li ho ripassati anche l’anno dopo (fortunatamente per l’ultima volta).
Poi mi é arrivata una chiamata da una mia compagna di classe: la sua vicina vendeva due biglietti di Ferro al Forum di Assago. Et voilà, eccomi in macchina pronta per andarli a recuperare.
Quella sera mi sono fatta una promessa: non perdere neanche un suo concerto. E, per fortuna, così é stato.
Qualche mese fa, quando ha pubblicato le date del tour, ho visto che avrebbe fatto la prima data di sabato. Che bella idea, ho pensato. Così ho prenotato il biglietto e una camera d’albergo. Ieri mattina il grande giorno é arrivato: dalla ridente Brianza sono partita per Lignano Sabbiadoro, in Friuli Venezia Giulia, per la prima data del Sono un grande tour. Eccitazione a palla, dopo tre anni avrei rivisto uno dei miei cantanti preferiti dal vivo. Se ripenso a tutto quello che ho vissuto negli anni, ho in mente un’unica colonna sonora: le canzoni di un cantante di Latina che non ha mai smesso di crederci. Album dopo album ha saputo rappresentare il mio dolore, la mia gioia, la mia allegria, il mio sconforto.

Essere lì, nel parterre, a cantare ancora una volta i suoi brani, mi ha fatto sentire a casa. Accolta, coccolata, benvoluta, ascoltata.
La sua umiltà colpisce. Non crede che così tanta gente abbia scelto di andare al suo concerto e non a quello di due amici e colleghi, Vasco e Cremonini. É come se fosse un bambino che per la prima volta realizza il suo sogno, invece ancora una volta riesce ad intrattenere uno stadio.


Ha cantato una scaletta molto fitta, con canzoni che hanno spaziato tra gli album della sua carriera. Sul palco con lui c’erano i suoi musicisti fidati e dei giovani ballerini che hanno saputo bucare la presenza scenica dalla bravura e dal fatto che hanno dato un qualcosa in più allo show.
Sono tornata in hotel con il cuore pieno di gioia, positività e malinconia: aspetto solo il prossimo concerto.
Lascia un commento