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Parco di Palazzo Trotti | Vimercate | MB

Il parco di Palazzo Trotti é stato realizzato insieme al palazzo alla fine del Seicento secondo la moda del giardino inglese ed é stato aperto alla cittadinanza il 6 giugno 1915. Ampliato con l’aggiunta del frutteto della vicina Villa Sottocasa, il parco si estende oggi per 9200 mq. Il palazzo appare all’improvviso, elegante e composto,…

Il parco di Palazzo Trotti é stato realizzato insieme al palazzo alla fine del Seicento secondo la moda del giardino inglese ed é stato aperto alla cittadinanza il 6 giugno 1915. Ampliato con l’aggiunta del frutteto della vicina Villa Sottocasa, il parco si estende oggi per 9200 mq.

Il palazzo appare all’improvviso, elegante e composto, con quella sobrietà tipica delle dimore nobili lombarde. La facciata non ostenta ricchezza, ma racconta ordine, equilibrio, una bellezza che non ha bisogno di eccessi. È una bellezza che parla piano, come chi ha molto da raccontare e non ha fretta.

Varcato l’ingresso, il tempo sembra cambiare consistenza. Il cortile interno accoglie il visitatore con un senso di quiete rara: qui si percepisce subito che Palazzo Trotti non è stato solo un edificio, ma una casa vissuta, attraversata da voci, passi, stagioni. Appartenuto per secoli alla famiglia Trotti, il palazzo è stato testimone della vita sociale e politica di Vimercate, diventandone lentamente uno dei cuori pulsanti.

Camminando tra gli spazi interni, si ha l’impressione che le pareti conservino ancora l’eco di ricevimenti, incontri importanti, conversazioni sussurrate. Gli ambienti raccontano una nobiltà fatta più di cultura che di ostentazione: saloni ampi, soffitti decorati, dettagli che parlano di gusto e di misura.

Ma è forse all’esterno, guardandolo da lontano, che Palazzo Trotti rivela la sua vera anima. Oggi sede del municipio, continua a essere un luogo di vita quotidiana. Non è un monumento immobile: è un palazzo che respira insieme alla città, che accompagna il presente senza dimenticare il passato.

Palazzo Trotti non chiede una visita frettolosa. Chiede tempo, attenzione, uno sguardo curioso. È uno di quei luoghi che non urlano “guardami”, ma che, una volta visti, restano impressi. Come certi viaggi: magari brevi, magari vicini, ma capaci di lasciare una traccia sottile e duratura.

E quando ci si allontana, voltandosi un’ultima volta, si ha la sensazione di aver incontrato non solo un edificio, ma un frammento autentico dell’anima di Vimercate.

All’interno del parco si possono trovare un’area giochi attrezzata e un cartello fatto dai bambini in cui si chiede di non fumare all’interno di esso (idea magnifica, la farei in ogni parco!)


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